ALMA MATER STUDIORUM • UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Tesi Displasia Ectodermica

SCUOLA DI MEDICINA E CHIRURGIA

Corso di Laurea in Igiene Dentale

ANALISI CLINICA OSSERVAZIONALE SULL’ANATOMIA PARODONTALE MACROSCOPICA IN SOGGETTI AFFETTI DA DISPLASIA ECTODERMICA

Tesi di Laurea in Tecniche di Semeiotica e Monitoraggio del Cavo Orale 2

Relatore:

Prof. Marco Montevecchi

Correlatore:

Dott. Leoluca Valeriani

Presentata da:

Ilaria Santini

Anno Accademico 2020/2021

ANALISI CLINICA OSSERVAZIONALE SULL’ANATOMIA PARODONTALE MACROSCOPICA IN SOGGETTI AFFETTI DA

DISPLASIA ECTODERMICA

 Abstract

Per “Displasia Ectodermica (ED)” si intende un vasto ed eterogeneo gruppo di malattie genetiche rare, caratterizzate dall’anomalo sviluppo di due o più strutture che derivano dal foglietto ectodermico. In letteratura, non risultano descrizioni sull’anatomia del parodonto di persone affette da ED, mentre sono ampiamente riportate le anomalie dentarie e la tipica atrofia delle creste ossee dei quadri di ipo-oligodonzia. Alla luce del ruolo cruciale che i tessuti parodontali rivestono nella preservazione di una dentizione già di per sé compromessa, ma anche verso le riabilitazioni implantari a cui tali soggetti sono destinati, si rende necessario analizzare anche tale componente anatomica.

Il presente studio si pone quindi l’obiettivo di effettuare un’attenta analisi clinica dell’anatomia parodontale di tali individui.

Al baseline, 11 soggetti affetti da ED sono stati sottoposti alla raccolta di determinati parametri biometrici di salute dei tessuti parodontali (Plaque Index, Gingival Index, profondità di sondaggio, BoP, suppurazione al sondaggio e mobilità dentale). A tale momento è seguita una seduta d’igiene orale professionale con specifiche istruzioni motivazionali.

Dopo 7-10 giorni sono stati rivalutati i parametri del baseline e, mediante l’ausilio di specifiche sonde cromatiche, è stata eseguita una attenta analisi della componente cheratinizzata.

Dai dati raccolti è emersa con chiarezza una difformità dello spessore gengivale dei soggetti con ED rispetto ai dati disponibili sulla popolazione generale, ossia una prevalenza di biotipo sottile a livello di 105 siti sui 114 esaminati, oltre ad alcune peculiarità macroscopiche del parodonto superficiale.

Sulla base dell’eziopatogenesi delle ED e quindi dell’iter embriogenetico dei tessuti del cavo orale, i risultati ottenuti sembrano confermare una caratteristica condizione di “fragilità” del complesso parodontale, suggestiva della necessità di forti approfondimenti supportati da specifiche considerazioni istologiche.