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Sotto la definizioni di Displasia Ectodermica (DE) è compreso un ampio e complesso gruppo di malattie, caratterizzate da un anomalo sviluppo dei tessuti e organi di origine ectodermica, in particolare denti, capelli , unghie e ghiandole sudoripare.In queste forme almeno due differenti derivati ectodermici sono assenti o ipofunzionanti.In alcune sindromi, oltre a questa alterazioni, sono presenti anomalie in organi o sistemi di differenti derivazione embriologica.

La fisiologica maturazione delle strutture ectodermiche del tegumento è infatti fondamentale per il regolare sviluppo e determinazione delle strutture mesenchimali sottostanti.Nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, epitelio e mesenchima interagiscono attraverso l’espressione di molecole-segnale, alcune delle quali sono state caratterizzate unitamente ai geni che le determinano. Attualmente sono state classificate più di un centinaio di forme di displasia ectodermica (oltre 170), con manifestazioni estremamente variabile e con ampia sovrapposizione nella rappresentazione clinica.

Sono state suddivise in due gruppi principali, in base al difetto funzionale sottostante.

Nel primo gruppo sono state inserite forme il cui momento patto genetico sembra essere un difetto di interazione ectoderma e mesenchima durante la vita embrionale; vi sono comprese , accanto a forme con interessamento dei soli derivati ectodermici, anche entità in cui possono essere coinvolti scheletro, ghiandole endocrine, sistema immunitario.

Al secondo gruppo appartengono quadri clinici alla cui base sembra esserci un difetto funzionale di proteine strutturali a livello delle cellule ectodermiche,la caratteristica che accomuna le varie forme,più eterogenee, è la presenza di ipercheratosi.Fra tutte le forme di D.E., la più comune è la displasia ectodermica ipodrotica o anidrotica (EDA o sindrome di CHRIST-SIEMENS-TOURAINE), che ha un’incidenza di 1:100.000 nati; in considerazione della più elevata frequenza della suddetta forma, ci soffermeremo principalmente su questa.Considerando tutte le forme di displasia ectodermica l’incidenza è di 7:10.000 nati a livello internazionale

Sotto la definizioni di Displasia Ectodermica (DE) è compreso un ampio e complesso gruppo di malattie, caratterizzate da un anomalo sviluppo dei tessuti e organi di origine ectodermica, in particolare denti, capelli , unghie e ghiandole sudoripare.In queste forme almeno due differenti derivati ectodermici sono assenti o ipofunzionanti.In alcune sindromi, oltre a questa alterazioni, sono presenti anomalie in organi o sistemi di differenti derivazione embriologica. La fisiologica maturazione delle strutture ectodermiche del tegumento è infatti fondamentale per il regolare sviluppo e determinazione delle strutture mesenchimali sottostanti.Nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, epitelio e mesenchima interagiscono attraverso l’espressione di molecole-segnale, alcune delle quali sono state caratterizzate unitamente ai geni che le determinano. Attualmente sono state classificate più di un centinaio di forme di displasia ectodermica (oltre 170), con manifestazioni estremamente variabile e con ampia sovrapposizione nella rappresentazione clinica. Sono state suddivise in due gruppi principali, in base al difetto funzionale sottostante.Nel primo gruppo sono state inserite forme il cui momento patto genetico sembra essere un difetto di interazione ectoderma e mesenchima durante la vita embrionale; vi sono comprese , accanto a forme con interessamento dei soli derivati ectodermici, anche entità in cui possono essere coinvolti scheletro, ghiandole endocrine, sistema immunitario. Al secondo gruppo appartengono quadri clinici alla cui base sembra esserci un difetto funzionale di proteine strutturali a livello delle cellule ectodermiche,la caratteristica che accomuna le varie forme,più eterogenee, è la presenza di ipercheratosi.Fra tutte le forme di D.E., la più comune è la displasia ectodermica ipodrotica o anidrotica (EDA o sindrome di CHRIST-SIEMENS-TOURAINE), che ha un’incidenza di 1:100.000 nati; in considerazione della più elevata frequenza della suddetta forma, ci soffermeremo principalmente su questa.Considerando tutte le forme di displasia ectodermica l’incidenza è di 7:10.000 nati a livello internazionale.Esistono diverse forme di EDA che sono poco distinguibili sul piano clinico e che vengono diagnosticate solo con esami di genetica molecolare.1) La forma più frequente è quella X-Iinked dovuta a mutazioni del gene dell’ectodisplasina (gene EDA).2) Una forma autosomica dominante dovuta a mutazioni del gene che codifica per il recettore dell’ectodisplasina (gene EDAR).3) Una forma autosomica recessiva a carico dello stesso gene EDAR.4) Una forma autosomica recessiva dovuta a mutazioni di un gene che codifica per un fattore di modulazione per il complesso Ectodislasina/ Recettore dell’Ectodislasina (gene EDARADD).5) Una forma con severa immunodeficiency correlata mutazioni del gene NEMO ( è lo stesso che causa l’Incontinentia Pigmenti).Il gene responsabile della EDA, detto ADAl, è localizzato sul cromosoma X (Xql2-ql3) (3) e codifica per l’ectodislpasina A, una proteina di membrana espressa nei cheratinociti, nei follicoli piliferi, nelle ghiandole sudoripare, coivolta nell’interazione fra cellula e cellula ,o cellula e matrice.Mutazioni del gene EDAI sono presenti in oltre il 95% dei pazienti.Essendo la trasmissione recessiva legata all’X, solo i maschi possono presentare la forma completa, mentre le femmine, emizigoti, possono essere assintomatiche o presentare (fino al 70% dei casi) segni sfumati della malattia, come capelli radi. diminuizione o malformazioni dei denti, modeste anomalie delle ghiandole sudoripare e delle ghiandole mammarie.Esistono altre forme di EDA con trasmissione di tipo autosomico recessivo o autosomico dominante; queste sono molto più rare della forma X-Iinked e da essa clinicamente indistinguibili.Le caratteristiche principali della malattia sono l’ipo-anidrosi (riduzione o assenza della sudorazione) per l’ ipoplasia o l’aplasia delle ghiandole sudoripare, l’ipotricosi, fino a parziale o totale alopecia, per riduzione dei follicoli piliferi, e l’ipodontia, con presenza di elementi dentali anomali e in numero ridotto. La diminuita sudorazione è la causa dell’ aumento della temperatura corporea in ambienti caldi. Specialmente nella prima infanzia, possono verificarsi episodi di iperpiressia, soprattutto nella stagione estiva. In epoca neonatale, gli affetti possono presentare secchezza cutanea con tendenza alla desquamazione; nei primi mesi-anni di vita si rendono manifeste le altre caratteristiche della malattia,I soggetti affetti da Displasia Ectodermica hanno una facies caratteristica: bozze frontali pronunciate, fronte alta e squadrata, perdita dell’altezza verticale del viso, ipoplasia della mascella, dorso nasale appiattito con columella infossata, labbra ispessite, mento prominente, cute periorbitaria raggrinzita e iperpigmentata, orecchie grandi a impianto basso,Raramente è presente labiopalatoschisi. L’aspetto del volto è vecchieggiante per la presenza di numerose rughe, dovute alla diminuzione o mancanza di ghiandole sudoripare e sebacee.- La cute è sottile,fino a rendere evidente il retticolo venoso, secca,ipopigmentata, con ipercheratosi ed eccessiva desquamazione.È stata descritta, in alcuni casi, dermatite atopica.I capelli sono fini, sparsi , generalmente biondi, le ciglia e le sopracciglia possono essere assenti.ci può essere oligodonzia o anodonzia. Le unghie, anch’esse di origine ectodermica, possono apparire distrofiche, ispessite, con un’anomala cheratinizzazione, scolorate, striate, addirittura rotte o frammentate.La Displasia Ectodermica può essere occasionalmente associata a una modesta disfunzione immunitaria; l’ipoplasia timica che si riscontra in alcuni pazienti sembra essere causata dalla presenza di insufficienti elementi ectodermici nello sviluppo del timo e l’immunodeficienza sembra essere secondaria a questo evento.Molte altre manifestazioni della malattia sono legate alla riduzione o alla’assenza di secrezioni ghiandolari: la diminuizione del numero delle ghiandole salivari minori e a volte l’ipoplasia delle ghiandole salivari maggiori sono responsabili della xerostomia, della difficoltà di deglutizione, ma anche nella maggior facilità a contrarre infezioni del cavo orale e carie; per l’assenza di ghiandole della mucosa intestinale, sono possibili episodi diarroici nella prima infanzia o tendenza alla stipsi. L’occhio può essere variabilmente coinvolto nelle diverse forme di displasia ectodermica, con manifestazioni di differente gravità.Le anomalie delle ghiandole del Meibonio possono provocare alterazioni del film lacrimale e conseguenti danni alla superficie oculare, con predisposizione a infezioni e a ulcerazioni della cornea;le manifestazioni oculari della Displasia Ectodermica comprendono anche cataratta, displasia corneale, più raramente stenosi dei dotti lacrimali con rischio di dacriocistitti, strabismo. Sono frequenti le infezioni delle vie aeree,con gravità variabile, per la mancanza di ghiandole mucose nel tratto respiratorio; l’incidenza e la frequenza degli episodi infettivi si riducono progressivamente dopo i primi due anni. L’aumentata permeabilità della mucosa è responsabile dell’inalazione di allergeni estrinseci,che può spiegare la maggior frequenza di asma tra questi pazienti. Le frequenti riniti, con possibile evoluzione crostosa e/o cronica, unitamente alla morfologia del massiccio facciale, con riduzione dello spazio per le fosse nasali, provocano ostruzione nasale.Nelle persone affette da Displasia Ectodermica, la frequenza di ipoacusia è molto più elevata rispetto alla popolazione generale; si tratta soprattutto di ipoacusie trasmissive, legate spesso all’insufficiente respirazione nasale e passibili di miglioramento con opportune terapie,come miglioramento della respirazione nasale, insufflazioni tubariche. Elevata è anche l’incidenza di ipoacusie percettive, per le quali l’unica prospettiva terapeutica è l’impianto di protesi acustiche. Specialmente nei primi due anni di vita, i bambini possono andare incontro a infezioni delle basse vie respiratorie. Sono descritte, anche se con incidenza non elevata, ritardi di crescita e anomalie genitali, ipoplasia delle ghiandole mammarie. Da un punto di vista intellettivo, lo sviluppo è normale nella forma classica; possono essere invece preponderanti disturbi emotivi legati ai problemi inerenti l’immagine corporea e alle seppur minime limitazioni imposte dalla malattia.Da un punto di vista diagnostico, la malattia entra in diagnosi differenziale con altre cause di febbre di origine sconosciuta, con infezioni respiratorie ricorrenti, con affezioni dermatologiche.Ricordate che la malattia si manifesta in modo diverso in ognuno di noi, c’è chi presenterà più sintomi, chi meno, ognuno di noi ha la sua storia. Ricordate che una corretta e tempestiva diagnosi consentiranno di svolgere una vita “quasi” normale!


Esistono diverse

forme di EDA 

A che sono poco distinguibili sul piano clinico e che vengono diagnosticate solo con esami di genetica molecolare.

1) La forma più frequente è quella X-Iinked dovuta a mutazioni del gene dell’ectodisplasina (gene EDA).

2) Una forma autosomica dominante dovuta a mutazioni del gene che codifica per il recettore dell’ectodisplasina (gene EDAR).

3) Una forma autosomica recessiva a carico dello stesso gene EDAR.

4) Una forma autosomica recessiva dovuta a mutazioni di un gene che codifica per un fattore di modulazione per il complesso Ectodislasina/ Recettore dell’Ectodislasina (gene EDARADD).

5) Una forma con severa immunodeficiency correlata mutazioni del gene NEMO ( è lo stesso che causa l’Incontinentia Pigmenti).


Il gene responsabile della EDA, detto ADAl, è localizzato sul cromosoma X (Xql2-ql3) (3) e codifica per l’ectodislpasina A, una proteina di membrana espressa nei cheratinociti, nei follicoli piliferi, nelle ghiandole sudoripare, coivolta nell’interazione fra cellula e cellula ,o cellula e matrice.Mutazioni del gene EDAI sono presenti in oltre il 95% dei pazienti.Essendo la trasmissione recessiva legata all’X, solo i maschi possono presentare la forma completa, mentre le femmine, emizigoti, possono essere assintomatiche o presentare (fino al 70% dei casi) segni sfumati della malattia, come capelli radi. diminuizione o malformazioni dei denti, modeste anomalie delle ghiandole sudoripare e delle ghiandole mammarie.Esistono altre forme di EDA con trasmissione di tipo autosomico recessivo o autosomico dominante; queste sono molto più rare della forma X-Iinked e da essa clinicamente indistinguibili.

Le caratteristiche principali della malattia sono l’ipo-anidrosi (riduzione o assenza della sudorazione) per l’ ipoplasia o l’aplasia delle ghiandole sudoripare, l’ipotricosi, fino a parziale o totale alopecia, per riduzione dei follicoli piliferi, e l’ipodontia, con presenza di elementi dentali anomali e in numero ridotto. La diminuita sudorazione è la causa dell’ aumento della temperatura corporea in ambienti caldi. Specialmente nella prima infanzia, possono verificarsi episodi di iperpiressia, soprattutto nella stagione estiva. In epoca neonatale, gli affetti possono presentare secchezza cutanea con tendenza alla desquamazione; nei primi mesi-anni di vita si rendono manifeste le altre caratteristiche della malattia,I soggetti affetti da Displasia Ectodermica hanno una facies caratteristica: bozze frontali pronunciate, fronte alta e squadrata, perdita dell’altezza verticale del viso, ipoplasia della mascella, dorso nasale appiattito con columella infossata, labbra ispessite, mento prominente, cute periorbitaria raggrinzita e iperpigmentata, orecchie grandi a impianto basso,Raramente è presente labiopalatoschisi.

L’aspetto del volto è vecchieggiante per la presenza di numerose rughe, dovute alla diminuzione o mancanza di ghiandole sudoripare e sebacee.- La cute è sottile,fino a rendere evidente il retticolo venoso, secca,ipopigmentata, con ipercheratosi ed eccessiva desquamazione.È stata descritta, in alcuni casi, dermatite atopica.I capelli sono fini, sparsi , generalmente biondi, le ciglia e le sopracciglia possono essere assenti.ci può essere oligodonzia o anodonzia. Le unghie, anch’esse di origine ectodermica, possono apparire distrofiche, ispessite, con un’anomala cheratinizzazione, scolorate, striate, addirittura rotte o frammentate.

La Displasia Ectodermica può essere occasionalmente associata a una modesta disfunzione immunitaria; l’ipoplasia timica che si riscontra in alcuni pazienti sembra essere causata dalla presenza di insufficienti elementi ectodermici nello sviluppo del timo e l’immunodeficienza sembra essere secondaria a questo evento.Molte altre manifestazioni della malattia sono legate alla riduzione o alla’assenza di secrezioni ghiandolari: la diminuizione del numero delle ghiandole salivari minori e a volte l’ipoplasia delle ghiandole salivari maggiori sono responsabili della xerostomia, della difficoltà di deglutizione, ma anche nella maggior facilità a contrarre infezioni del cavo orale e carie; per l’assenza di ghiandole della mucosa intestinale, sono possibili episodi diarroici nella prima infanzia o tendenza alla stipsi. L’occhio può essere variabilmente coinvolto nelle diverse forme di displasia ectodermica, con manifestazioni di differente gravità.Le anomalie delle ghiandole del Meibonio possono provocare alterazioni del film lacrimale e conseguenti danni alla superficie oculare, con predisposizione a infezioni e a ulcerazioni della cornea;le manifestazioni oculari della Displasia Ectodermica comprendono anche cataratta, displasia corneale, più raramente stenosi dei dotti lacrimali con rischio di dacriocistitti, strabismo. Sono frequenti le infezioni delle vie aeree,con gravità variabile, per la mancanza di ghiandole mucose nel tratto respiratorio; l’incidenza e la frequenza degli episodi infettivi si riducono progressivamente dopo i primi due anni. L’aumentata permeabilità della mucosa è responsabile dell’inalazione di allergeni estrinseci,che può spiegare la maggior frequenza di asma tra questi pazienti. Le frequenti riniti, con possibile evoluzione crostosa e/o cronica, unitamente alla morfologia del massiccio facciale, con riduzione dello spazio per le fosse nasali, provocano ostruzione nasale.

Nelle persone affette da Displasia Ectodermica, la frequenza di ipoacusia è molto più elevata rispetto alla popolazione generale; si tratta soprattutto di ipoacusie trasmissive, legate spesso all’insufficiente respirazione nasale e passibili di miglioramento con opportune terapie,come miglioramento della respirazione nasale, insufflazioni tubariche. Elevata è anche l’incidenza di ipoacusie percettive, per le quali l’unica prospettiva terapeutica è l’impianto di protesi acustiche. Specialmente nei primi due anni di vita, i bambini possono andare incontro a infezioni delle basse vie respiratorie. Sono descritte, anche se con incidenza non elevata, ritardi di crescita e anomalie genitali, ipoplasia delle ghiandole mammarie. Da un punto di vista intellettivo, lo sviluppo è normale nella forma classica; possono essere invece preponderanti disturbi emotivi legati ai problemi inerenti l’immagine corporea e alle seppur minime limitazioni imposte dalla malattia.Da un punto di vista diagnostico, la malattia entra in diagnosi differenziale con altre cause di febbre di origine sconosciuta, con infezioni respiratorie ricorrenti, con affezioni dermatologiche.Ricordate che la malattia si manifesta in modo diverso in ognuno di noi, c’è chi presenterà più sintomi, chi meno, ognuno di noi ha la sua storia. Ricordate che una corretta e tempestiva diagnosi consentiranno di svolgere una vita “quasi” normale!


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