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Un momento di grande speranza. 

Siamo alla fine del 2013 e finalmente è arrivata la notizia dei grandi progressi compiuti dalla casa farmaceutica EDIMER nella sintesi della proteina EDI200 e nello studio della sua applicazione per la cura della Displasia Ectodermica Ipoidrotica legata al cromosoma X (XLHED). 

 

Displasia Ectodermia Ipoidrotica (HED) 

La Displasia Ectodermica Ipoidrotica (HED) è una malattia rara che viene diagnosticata sulla base di una sudorazione ridotta o del tutto assente (ipoidrosi), pochi denti spesso appuntiti (ipodonzia), pochi capelli molto fini (ipotricosi). C’è una serie di altri segni caratteristici della HED, che includono riduzione delle ghiandole che producono il muco nella faringe, laringe, trachea e nei bronchi, scarsa lacrimazione, eczema, asma, secchezza delle membrane mucose della bocca e del naso.  Nei primi anni di vita, i bimbi affetti da XLHED sono a rischio di vita per alcune possibili complicazione gravi associate alla scarsa sudorazione che può portare a ipertermia, e per la scarsa secrezione delle mucose che li predispone alle infezioni respiratorie. Durante l’infanzia l’attenzione dei medici nella cura dei piccoli pazienti spesso si focalizza su problemi dermatologici e sull’assenza di denti, che spesso portano ad un problema psicologico di scarsa autostima. 

La HED è quasi sempre causata da una alterazione nel gene EDA, ereditato nel cromosoma X, che regola la produzione della proteina Ectodysplasin-A. 

I maschi, avendo un solo cromosoma X, se eredinano il gene EDA alternato sono affetti dalla forma più grave della XLHED. Le femmine invece, ereditando due cromosomi X, uno malato ed uno sano, subiscoscono una serie di sintomi molto variabile, che va da una forma sintomatica ad una forma grave.  

Opportunità 

Si stima che l’incidenza della XLHED nel mondo sia fra 6 e 10 casi ogni 100'000 maschi, ossia dai 500 agli 800 pazienti l’anno. In più si stima che circa il 50% delle portatrici (circa 500 pazienti) possano presentare un quadro sintomatologico che necessita di interventi terapeutici. 

Edimer, una società farmaceutica che si occupa specificamente di XLHED, ha creato una rete di più di 100 esperti nei campi della neonatologia, biologia molecolare, genetica, odontoiatria, dermatologia e problemi respiratori, e collabora con le associazioni di pazienti dei più grandi paesi del mondo.   Edimer ha attivato una procedura IND (Investigational New Drug - Ricerca su una nuova medicina) per la EDI200 per il trattamento della XLHED, e nel quarto trimestre del 2012 ha iniziato gli studi clinici. Negli USA e in Europa la EDI200 ha ottenuto la designazione di Farmaco Orfano, e negli USA ha ottenuto lo status Fast Track, ossia l’autorizzazione ad effettuare test clinici accelerati. Questo status viene concesso quando un solo centro di ricerca è attivo nella sperimentazione su un farmaco per una malattia per la quale non esistono ancora cure. 

Il prodotto ed il razionale terapeutico 

Razionale terapeutico" è la motivazione scientifica che giustifica l'impiego di un determinato trattamento in una specifica situazione clinica*. Tale motivazione deve essere fondata su un ragionamento rigoroso e sistematico ed essere dimostrabile.intende 

Nuove speranze La proteina EDI200

La EDI200 è una molecola ricombinante dell’ectodysplasin-A sviluppata da EDIMER come cura per la XLHED.  

Il razionale per l’uso della EDI200 sui pazienti di  XLHED è basato sulla loro carenza della proteina Ectodysplasin-A1, dovuta ad una alterazione del gene EDA-A1, che regola il processo di formazione delle strutture ectodermiche (denti, capelli, ghiandole) durante lo sviluppo neonatale.  

Chi volesse approfondire gli aspetti tecnico scientifici del meccanismo di azione di EDA-A1 / EDAR può consultare il seguente documento: http://edimerpharma.com/website/wpcontent/uploads/2012/05/Edimer-Fact-Sheet-2012.pdf da cui sono state tratte molte delle informazioni e delle immagini che abbiamo usato in questo articolo.  
Cercando di spiegare con parole semplici una realtà complessa, nelle persone sane il gene EDA-A1 comunica con il gene EDAR che regola lo sviluppo delle strutture ectodermiche dei denti, dei capelli, delle varie ghiandole.   

Quando il gene EDA-A1 è danneggiato, non cè comunicazione con il gene EDAR e si crea quindi una
malfunzione nella generazione delle strutture ectodermiche.

.  La proteina EDI200 ristabilisce in qualche modo questa comunicazione, attivando la trascrizione del gene EDAR. In questo modo si ottiene il normale sviluppo delle strutture ectodermiche.   

Come sempre, sono stati fatti dei test preliminari sugli animali. EDI200 è stata prima provata sui topi che presentano il fenotipo Tabby, identico nelle sue manifestazioni a quello degli esseri umani malati di XLHED. EDI200 è stato iniettato in topi Tabby femmina incinta, la cui prole è risultata priva dei difetti tipici del fenotipo Tabby. Gli stessi risultati sono stati ottenuti iniettando EDI200 in topi Tabby appena nati. Test analoghi sono stati effettuati su cani affetti da mutazioni EDA che presentano gli stessi diretti degli esseri umani malati di XLHED. Anche in questo caso EDI200 è stato usato per correggere i difetti tipici della XLHED mediante somminstrazione effettuata poco dopo la nascita di questi cani.    

Fase 1: test sugli esseri umani 

La fase 1 dei test sugli esseri umani è stata condotta su uomini e donne malati di XLHED. Scopo dei test di questa prima fase era quella di verificare l’assenza di effetti tossici (safety) ed il comportamento farmacocinetico (diffusione del farmaco nel corpo e sua eliminazione) di EDI200. I test sono stati eseguiti negli USA, su sei soggetti adulti, quattro maschi e due femmine a cui sono state somministrate cinque dosi di EDI200 in due settimane. Le dosi sono state ben tollerate, gli studi sono stati esaminati da una commissione indipendente che ha approvato il passaggio alla fase due. 

Fase 2: test sui neonati affetti da XLHED. 

Il trial clinico di fase 2 sarà effettuato su neonati affetti da XLHED fra il 2° ed il 14° giorno dalla nascita. Verranno verificati i parametri di sicurezza (assenza di effetti tossici), farmacocinetica, farmacodinamica ed efficacia del farmaco. EDI200 verrà somministrato in due dosi a settimana per un totale di 5 dosi. 

E adesso? 

La normativa internazionale prevede che vengano effettuate quattro fasi di test clinici (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Studio_clinico) prima che un farmaco possa essere messo regolarmente in vendita. Come abbiamo detto, EDIMER ha ottenuto lo status di “fast track” per poter seguire un percorso di test più veloce. Diciamo che genitori affetti da XLHED che volessero avere un bambino possono fin da oggi rivolgersi ad EDIMER chiedendo di poter partecipare alla fase 2 dei test. E’ chiaro che, rattandosi di un farmaco ancora in fase 2, le garanzie di sicurezza ed efficacia non sono ancora totali. Ma tutto lascia pensare che sia arrivato il momento per poter sperare di mettere al mondo un bambino privo di tutti quei problemi che ancora affliggono i malati di Displasia Ectodermica Ipoidrotica. Per maggiori indormazioni rivolgersi a Giulia Fedele dell'Associazione ANDE